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Sindaco attacca cantanti neomelodici e Gianni Simioli: “Sono cafoni, piaga della cultura napoletana”

Scritto da il 2 Settembre 2019

E’ sempre più accesa la querelle tra Gianni Simioli e l’ex sindaco di Castelvolturno Dimitri Russo. Al centro del dibattito ci sono i cantanti neomelodici e il concerto organizzato dall’amministrazione comunale con Rosario Miraggio. Durante il concerto, come riporta Caserta News, il cantante Ivan Gratino pare sia stato sollecitato dal pubblico nel rispondere alle accude dell’ex sindaco ocn il dito medio. Gianni Simioli ha invece dichiarato che il sindaco Russo ha fatto una “ca**ta tra le cose buone”.

Sui social Russo non si è lasciato intimidire e ha risposto sia a Granatino che a Simioli:

Ivan Granatino! Cafone neomelodico. Il mio non è pregiudizio ma solo oggettività. La tua non è musica. I tuoi testi, ascoltati con attenzione, sono al di sotto del neomelodico standard, “truccati” da un rap ridicolo che solo ai cafoni come te può piacere. E non ci vuole un musicista, un sociologo o un letterato per capirlo. Anche tu sei una piaga e della cultura napoletana non hai nulla, niente. Il dito medio mettitelo in bocca, per tappare le tue oscenità”.



 

“Caro Gianni Simioli, nel tuo compenso per l’esibizione di ieri sera era previsto anche la proiezione, senza alcuna autorizzazione, di un mio video sui cantanti neomelodici durante un loro concerto? Posso capire questa amministrazione di cialtroni che, ossessionati dal sottoscritto e dalla consapevolezza di non reggere il confronto, non hanno ancora capito che adesso devono governare e che io sono un semplice cittadino, ma tu che ti presti a queste schifezze non si può vedere, veramente. Sei sceso di un livello che va oltre lo squallore. Perché poi, per par condicio, non fai vedere lo stesso video al Conservatorio di musica di Napoli San Pietro a Majella e vediamo la reazione dei maestri e degli alunni? Sarebbe interessante vedere che cosa pensano della musica neomelodica chi studia e fa davvero musica!
Hai ragione, Fabrizio De André ha cantato gli ultimi, i diseredati, i vinti, i diversi, i sofferenti, gli emarginati, ma ti ricordo che lui era anzitutto un cantante e musicista (tra l’altro un perfezionista), caratteristiche che non appartengono alla musica neomelodica. E tu lo sai. Sai benissimo che il neomelodico è solo “munnezza” ma ipocritamente, per ragione di lavoro e quindi per un tuo interesse personale, devi difendere quel “mondo”, perché apprezzato da tanti radioascoltatori che ogni giorno ti fanno campare. Potresti mai essere sincero e dire che la musica neomelodica è una piaga sociale? É come se tu iniziassi a tifare Juve e metterti contro i tifosi napoletani. Non puoi.
Vedi, caro Gianni, quando vietai i neomelodici, lanciai una sfida a sostegno della mia decisione che adesso ripropongo pari pari a te: trovami un musicista, uno qualsiasi, che affermi che la musica neomelodica è di qualità ed io mi ravvedo pubblicamente e organizzo un festival neomelodico a Castel Volturno. È una sfida già vinta, e tu lo sai. Non lo troverai. Impossibile. A meno che non lo dica un disonesto o uno che abbia, come te, un interesse personale o professionale. Questo non significa che una persona non può ascoltare tale musica, che debba essere bandita, p’amoreddio! Ognuno è libero di ascoltare la musica che vuole, ma a casa sua, non in una pubblica piazza, in cui un’amministrazione, un Sindaco, ha il DOVERE CIVICO E MORALE di offrire prodotti di qualità per far crescere culturalmente i propri cittadini e, soprattutto, evitare musica prodotta e distribuita dalla camorra. Che crescita possono avere i giovani di Castel Volturno se in piazza si esibisce un neomelodico? Che stimoli culturali può dare quella musica vergognosa con testi altrettanto vergognosi? Tra l’altro il cantante neomelodico, chiunque esso sia, pende in giro i suoi fans, li offende, sfrutta e lucra sulla loro profonda ignoranza e sottocultura. Un vero artista, e tu lo sai bene, è colui che racconta, con la sua musica e i suoi testi, le sue emozioni, le sue esperienze, il suo vissuto, le sue conoscenze. Può mai essere tale uno, come appunto il neomelodico, che nelle sue canzoni ha un solo argomento: lui, lei e l’amore? Questi neomelodici non vivono altre emozioni? Perché non c’è una sola canzone nella loro discografia che parli di guerra, di lotta alla camorra, di immigrazione, di rifiuti tossici, della vera Napoli e della sua immersa cultura? Perché non c’è una sola canzone neomelodica su Pulcinella, su Totò, sulla pizza, sul Vesuvio, sulle contraddizioni di Napoli, sui “sapori” di Napoli, sul mare, su un vicolo? Perché tanti altri giovani musicisti napoletani (Foja, Romito, Gnut, La Maschera, Epo, ecc.) riescono a fare testi sinceri, come lo erano quelli di Pino Daniele, e loro invece no? Te lo dico io: perché i neomelodici sanno benissimo che la loro musica è destinata alle ragazzette cafoncelle e jettate che a 17 anni già si ritrovano mamme e fanno del rapporto degradato, immorale e patologico con il loro uomo (di solito in galera) l’unica ragione di vita. E allora le canzoni neomelodiche sono “preconfezionate”, create a tavolino per rispondere alle richieste di un pubblico ignorante e degradato. Come è possibile che un Rosario Miraggio o un Tony Colombo non hanno nella loro discografia un testo con un argomento che sia, non dico di lotta sociale, non dico di denuncia, non dico di cultura, ma semplicemente vero e sincero che racconti, ad esempio, una loro esperienza di vita? Se ascolti il disco di un vero musicista, uno insomma “normale”, troverai canzoni che so sulla morte (Fabi), su Che Guevara (Silvestri), su Hemingway (Negrita), sull’ipocrosia dei cattolici (La Maschera), sulle esperienze personali negative (Epo), sulle sostanze stupefacenti (Verdena), sul potere delle musica (Gazzé), e potrei continuare all’infinito. I neomelodici, invece, hanno solo canzoni d’amore vergognose (senza dimenticare quelle filo camorristiche), con il solito ed identico motivetto realizzato a computer. Caro Gianni, ma secondo te a un giovane fan dei neomelodici può venire voglia di imparare a suonare uno strumento musicale ascoltando un loro concerto? Assolutamente no. Può venire voglia di fare una ricerca o uno studio su un argomento trattato da un neomelodico? Assolutamente no. Conosci un fan dei neomelodici a cui piace anche Battiato, De Gregori, Branduardi, Guccini, Fossati, Caparezza, Conte? No, non lo conosci. E non ti chiedi come mai? Tu dirai “ma la musica è anzitutto svago e se c’è un pubblico che vuole questo genere perché non accontentarlo?“. Perché, caro Gianni, la musica, ripeto, è un importante strumento culturale e Castel Volturno, più di ogni comunità, ha bisogno di elevarsi culturalmente, con ogni mezzo disponibile. Anche e soprattutto con la musica. Il fenomeno dei roghi tossici è figlio di questa sottocultura. Col neomelodico si va nel verso opposto, si mortifica e si umilia la cultura. Si prende a schiaffi la vera musica. Fabrizio De André, studiato nelle facoltà di letteratura, sarebbe d’accordo con me. Sicuramente”.


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